Bari: dall’incubo play-out al sogno play-off

Il 7 marzo 2014, l’amministratore unico dell’ A.S. Bari ha portato i libri in Tribunale, chiudendo l’ era dei Matarrese al comando della squadra del capoluogo pugliese. Un’era che ha visto il Bari, con Tonino e Vincenzo in sala comandi, disputare 12 anni in Serie A, cioè più di quanti il Bari ne abbia disputato  nei quarant’anni precedenti.

Ma la tifoseria, che da una vita culla il sogno di partecipare alle coppe europee, si aspettava ben altro. E non poteva di certo accontentarsi di qualche apparizione nella massima serie, dove tra l’altro il Bari è riuscito a restare consecutivamente solo per 4 anni (dal 1997 al 2001) sotto la guida di Eugenio Fascetti. In 37 anni di era Matarrese, molti sono stati i bocconi amari che i tifosi del Bari hanno dovuto ingoiare, alcuni davvero beffardi.

Il 1999 fu l’anno del caso Tuta. Il 24 gennaio 1999 il Bari era di scena a Venezia per disputare la prima giornata del girone di ritorno. A pochi minuti dal fischio finale le squadre erano sull’ 1-1. Novellino, allenatore del Venezia, fece entrare in campo il giovane attaccante brasiliano Tuta che poco dopo segnò il gol vittoria. I compagni di squadra non corsero ad abbracciarlo.  E il suo compagno di squadra Maniero, addirittura portò le mani alla testa, come per dire: “ma cosa hai fatto?”. Negli spogliatoi Tuta venne  aggredito da alcuni giocatori del Bari. Lo stesso Tuta dichiarò: “Maniero mi ha detto che non dovevo segnare perché era meglio che la partita finisse 1-1“. Il presidente Zamparini intervenne parlando di un fraintendimento dovuto alla scarsa conoscenza dell’italiano da parte dell’attaccante brasiliano. La Federcalcio aprì un’inchiesta, che fu poi archiviata anche perchè Tuta ritrattò le sue dichiarazioni.

Il Bari (cosi come il Venezia) rischiarono grosso. Il Bari terminò al decimo posto, due punti meno del Bologna e a pari merito proprio con il Venezia. Per il Bari si aprì la possibilità di partecipare alla Coppa Intertoto che in caso di vittoria permetteva l’accesso alla Coppa Uefa (come accadde l’anno prima al Bologna). Matarrese rifiutò di iscrivere la squadra alla Coppa Intertoto,  dichiarando una frase che rimarrà storica:«Entreremo in Europa dalla porta principale». Ma anche Venezia, Piacenza e Cagliari vi rinunciarono e fu il Perugia, giunto 14esimo e salvo per un punto, a parteciparvi, venendo eliminato al terzo turno dal Trabzonspor. La Juventus invece dopo aver perso lo spareggio per il sesto posto contro l’Udinese, giocò l’Intertoto, vincendo il suo girone e ottenendo la qualificazione alla Coppa Uefa. Dimenticatisi non senza rammarico dell’occasione sfumata, ai tifosi non restò che aggrapparsi alle promesse di attrezzare una squadra che possa entrare nell’Uefa dalla porta principale e non da quella di servizio..

Il campionato successivo iniziò bene. Il 18 dicembre 1999 fu il Bari sconfisse l’Inter al San Nicola per 2-1 con gol di Cassano ed Enyinnaya. Fu la partita che rese famoso Cassano, grazie al suo incredibile gol che lo portò alla ribalta nazionale. Al giro di boa il Bari era settimo con 23 punti. Alla prima giornata di ritorno dopo la vittoria in casa con la Fiorentina toccò quota 26. I tifosi sognavano. Che fine fece il Bari? Iniziarono una lunga serie di sconfitte, alcune molto pesanti che portarono la squadra ad un 14esimo posto, che significava salvezza ad appena 3 punti sopra il Torino retrocesso. Per la 1a volta il Bari si classificò sotto al Lecce (40) in un campionato di serie A.

Il 2000-01 vide il Bari terminare miseramente ultimo con soli 20 punti e tornarsene mestamente in serie B. Ovviamente i pezzi pregiati andarono via (Cassano in primis) ma questa era giustificata come una procedura necessaria per la sopravvivenza della società.

Seguirono 8 lunghissimi ed anonimi campionati consecutivi in serie B. Nel 2003-04 il Bari conobbe anche l’onta della retrocessione in Serie C1 (dopo aver perso i play-out contro il Venezia) che fu evitata solo per il ripescaggio a causa del fallimento del Napoli. Nel 2008-09 giunse quasi inaspettata la promozione in serie A del Bari allenato da Antonio Conte. A causa di alcune divergenze sui progetti ci fu un cambiò in panchina. Il Bari si affidò a Giampiero Ventura.

L’allenatore si presentò a stampa e tifosi dichiarando di allenare ormai per libidine. Per questo i tifosi lo ribattezzarono subito Mister Libidine. E non ci volle molto al tecnico ligure per dimostare che faceva sul serio. Da tifoso non ho mai visto il Bari esprimersi cosi spavaldamente in serie A. La squadra sembrava avere meno punti in classifica di quanti ne meritasse grazie alla coralità della sua manovra che metteva in difficoltà qualsiasi avversario. La qualificazione diretta all’Europa non era mai stata cosi probabile. Alla prima giornata di ritorno al Bari inizialmente in vantaggio per 2-0, andò addirittura stretto il pareggio (2-2) in casa contro l’Inter mentre la partita successiva fu sconfitto per 2-1 a Bologna. Poi arrivò a Bari il Palermo, che fu annientato per 4-2. Però seguirono quattro sconfitte contro Atalanta (0-1), Cagliari (1-3), Milan (0-2) e Catania (0-4). Ma il Bari reagì vincendo contro il Chievo (1-0), in casa della Lazio (2-0), pareggiando in casa contro il Parma (1-1) e vincendo sempre in casa contro la Sampdoria (2-1). A questo punto si poteva tornare a sperare. Il Bari era di scena a Livorno, contro l’ultima in classifica. Nettamente più forte e in palla, passò in vantaggio ma poi si fa raggiungere e sembrò voler accontentarsi del pareggio. Nel finale rischiò addirittura di perdere con un tiro che sorvolò di poco la traversa. Un’altra volta i tifosi videro in azione la legge del freno a mano. Quello non era il loro Bari. Seguirono altre quatro sconfitte che decretarono la fine del sogno europeo. Poi nelle 3 giornate finali, il Bari fu capace di battere per 3 a 0 il Genoa, di pareggiare 3 a 3 a Udine e di vincere 2 a 0 contro la Fiorentina terminando il campionato a 50 punti, cinque in meno della Juventus che occupava l’ultimo posto utile per accedere all’ Europa League. Ma quel Bari tirò il freno a mano proprio sul più bello, in un modo che sembrò quantomeno sospetto. Tuttavia era vivo negli occhi dei tifosi il ricordo della libidine che il gioco di Ventura aveva dato alla squadra e anche con l’ amarezza di un sogno svanito per l’ennesima volta, restava la soddisfazione di aver disputato forse il più bel campionato della storia del Bari in serie A, perlomeno per il gioco espresso.

La stagione successiva iniziò con il botto: vittoria per 1-0 al San Nicola contro la Juventus. Nessuno avrebbe immaginato che quella squadra avrebbe terminato il campionato all’ultimo posto con soli 24 punti. Da tifoso mi chiedevo come fosse possibile che i giocatori di quella squadra, da un anno all’altro si fossero trasformati in brocchi. Negli anni a seguire Calciopoli fornì la risposta. Il colmo fu scoprire che l’autorete dell’ex beniamino Andrea Masiello, nel derby contro il Lecce fu volontaria. Non giudico Masiello. Ma da tifoso è comprensibile l’amarezza.

E quindi al salto di qualità atteso invano sopraggiunse una nuova e inaspettata retrocessione, accompagnata da 6 punti di penalizzazione da scontare nel campionato di serie B, per la mancata attestazione del pagamento degli emolumenti dovuti e delle ritenute Irpef nei termini stabiliti. Nella stagione 2012-13, i punti di penalizzazione furono invece 7.

La serie B 2013-14 inizia per il Bari con 3 punti di penalizzazione per ritardo nei pagamenti ai propri tesserati. Il campionato del Bari è abbastanza sottotono e lo porta a galleggiare appena sopra la zona play-out.

Poi, come scritto sopra,  il 7 marzo i Matarrese lasciano il Bari. L’ 8 marzo 2014 il Bari,che nel girone di ritorno ha collezionato 2 vittorie e 4 sconfitte,  batte in casa la Virtus Lanciano e conquista tre punti preziosi per la lotta retrocessione. Il 15 marzo è l’Avellino a subire il medesimo risultato grazie al gol di Joao Silva all’82’. Si tratta della seconda vittoria casalinga consecutiva. I tifosi tirano un sospiro di sollievo nella corsa salvezza. A questo punto il Bari ha 35 punti (38 senza la penalizzazione). Vedo davanti ai miei occhi un immagine sfuocata dove riesco a distinguere solo “Bari 35 punti“. Ricordo mio padre e mio fratello in cucina che guardiamo la classifica di serie B alcuni anni fa. Un brivido corre lungo la schiena. Internet unica soluzione. Trovo subito quello che stavo cercando: campionato di serie B 1996-97.

Sono euforico, cosi vado nel mio forum preferito, quel solobari.com dove sono iscritto da ben 11 anni e apro un nuovo topic dal titolo Ricordo i 35 punti del 1996-97 a 11 giornate dalla fine.

Ecco cosa scrivo: “Ricordo i 35 punti della stagione 1996-97…..quando mancavano 11 partite alla fine del campionato. Il Bari era fermo a quella quota da ben 3 giornate perchè a 3 pareggi seguirono 3 sconfitte consecutive. La svolta arrivò alla 9a giornata di ritorno, derby con il Lecce vinto 2 a 1 al quale seguirono le vittorie a Cesena, contro la Salernitana, a Cremona e in casa contro il Pescara che portarono il Bari a 47 punti. Era il Bari che scopriva Nicola Ventola che a suon di gol portò i galletti ad un inaspettato bellissimo ritorno in serie A, con un quarto posto finale a quota 62, uno in più del Genoa. All’ultima partita del campionato, quella vinta in casa contro il Castel di Sangro c’eravamo io, mio padre e mio fratello. E’ l’ultima partita che io e mio fratello potemmo vedere con mio padre, tifoso dche mi ha trasmesso la passione per il Bari e che ora lo segue da qualche altro posto. Vedo che il Bari ha 35 punti (ok avrebbero dovuto essere 38) e la classifica è abbastanza corta…..voi che allo stadio ci andate e che quindi vedete la squadra, credete che ci siano i presupposti per tentare di ripetere l’impresa di quasi 20 anni fa?

In cuor mio ci speravo, perchè il tifoso è un sognatore. Se vi dico che da bambino credevo che fosse possibile che il Bari un giorno avesse vinto lo scudetto, mi credereste? Ebbene è la verità, altro che Europa dalla porta principale! La maggiorparte delle risposte però non sembravano scritte da dei tifosi del Bari, perchè l’animo del tifoso è quello del sognatore. Ma questo è comprensibile: 37 anni di gestione Matarrese hanno stroncato migliaia di tifosi, portandoli non solo via dallo stadio per una naturale e legittima diserzione, ma togliendo loro la capacità di sognare.

Eccole alcune delle risposte:

1) Era diverso….c’era Ventola in gran spolvero ed Eugenio Fascetti che non è Alberti e una squadra cmq costruita per andare in A….non farti illusioni.

2) Non scherziamo ragazzi……questa è una squadra sicuramente con delle buone individualità ma sotto l’aspetto del gioco bisognerebbe partire di nuovo da agosto perchè non ha nè capo nè coda assolutamente.

3) Non credo si possa andare da nessuna parte.  Posso ammirare solo lo sforzo che stanno facendo dato che sputano sangue sul campo e che si impegnano fino alla fine.

4) Quella era una squadra costruita per la promozione,questa per salvarsi…Non facciamoci alcun tipo di illusione.

5) Le 8-10 squadre che ci dividono dalla zona playoff dovrebbero morire tutte insieme e noi non dovremmo più sbagliare nulla…è pura utopia.

6) Sognare è bello, ma ci deve essere almeno un briciolo di oggettività….. ci salveremo sicuro, ma alle ultime giornate.

7) Quella squadra aveva in campo gente di personalita’ che trascinava il gruppo come Ingesson, Volpi, Doll, oppure gente di categoria come guerrero,olivares ,giorgetti e giovani come Flachi, Di Vaio, Sala, Ventola.

8) Siamo tutti sognatori,ma quei 2 in panchina più che sogni mettono gli incubi…facciamo subito altri 13/15 punti e poi vediamo di ritornare a sognare a occhi aperti.

9) Con questa squadra e con questi schemi non si va oltre la salvezza.  Nessuno di loro giocherà mai in nazionale.

10) Quella era una signora squadra con un grande portiere una buonissima difesa un grandissimo centrocampo e un’ottimo attacco.solo guerrero fece 12 gol se non ricordo male.

11) Il livello di gioco è veramente scadente..pensiamo a salvarci e speriamo di avere un altro allenatore l’anno prossimo.

12) Quella era una squadra costruita per andare in serie, questi giocatori è un miracolo che giochino in serie b.

13) I miracoli non si ripetono sempre. Capisco l’entusiasmo per le ultime due vittorie, ma facciamo un passo alla volta.

14) Siamo seri in quella squadra c’erano giocatori come ventola guerrero ingesson volpi sala de ascentis giusto per citarne qualcuno.

15) ..1996-1997 Ventola, Guerrero, Ingesson, Doll, Garzya, Fontana…
…suvvia, non diciamo eresie

Da qualche settimana, andando sul forum non è difficile imbattersi in inviti al ct Prandelli a convocare qualche giocatore del Bari. Un’ ulteriore dimostrazione che se qualcuno ha smesso di sognare non si può fargliene una colpa. Nella 2 partite successive il Bari ottiene due 0-0, uno a Crotone e l’altro in casa contro il Cesena. Ma il 29 marzo giunge una vittoria per 4-3 a Trapani. Più che la vittoria in trasferta c’era da cogliere un segnale importante: il Bari finora avaro di gol aveva cominciato a segnarne a grappoli.

Il 6 aprile è atteso al San Nicola l‘Empoli secondo in classifica, sonoramente sconfitto per 3 a 0. Sul forum qualcuno scrive “Siamo salvi“. A questo punto il Bari è atteso alla difficile trasferta di Varese dalla quale il Bari torna vittorioso per 1 a 0 portandosi a -5 dai play-off. Lo stadio S.Nicola si riempie per la sfida contro il Latina. A dire il vero nel frattempo ho beccato un ban sul forum. Da me ritenuto ingiusto tentai la carta della riammissione con un “il Bari non vincerà più finchè sarò bannato“. Il ban inizialmente di 1 mese fu ridotto a 7 giorni, ma la partita contro il Latina era compresa in queste date. Nessuno saprà mai come sarebbero andate le cose se non fossi stato bannato. Dopo il gol del Latina provai a convincere i moderatori a fermare il ban…..scrivendo sul forum “la partita non è ancora finita, fate ancora in tempo” ma la mia richiesta forse non fu nemmeno letta. Fatto sta che il Bari perse 1 a 0 in modo assolutamente sfortunato, con il Latina che portò a casa i 3 punti con un tiro in porta. Nonostante la cocente delusione di uno stadio pieno, nessuno si è fatto abbattere da una sconfitta tale solo nel risultato e non sul piano del gioco. E cosi il 26 aprile il Bari va a prendersi 3 punti in casa del Padova (2-1) raggiungendo quota 48. Ma le partite del Bari non si giocano solo sul campo. Il 30 aprile la Commissione Disciplinare Nazionale della FIGC infligge al club biancorosso un altro punto di penalizzazione. I punti in classifica ora sono 47. Il 3 maggio il Bari è di scena a Terni contro la Ternana. Vince 3 a 1 ed è a quota 50. Il 10 maggio il Bari attende la Juve Stabia fanalino di coda. Vittoria per 3 a 0 che porta il Bari a 54 punti (58 senza penalizzazione), a meno 1 dalla zona play-off.

A questo punto restano da giocare 4 partite che ovviamente sono tutte delle finali: a Carpi, in casa contro il Cittadella, poi a La Spezia e infine di nuovo al S.Nicola contro il Novara.

Non sappiamo ancora se il Bari andrà ai play-off, nè se questi una volta raggiunti significheranno serie A. Ma una cosa è certa: l’ entusiasmo dei ragazzi del Bari ha contagiato la città e la tifoseria e ogni tifoso ha il dovere di sognare, sempre e comunque. Sopratutto perchè non c’è più qualcuno a frenare i suoi sogni. E chissà che io possa tornare a immaginare, cosi come quando ero bambino e al sol pensiero mi lacrimavano gli occhi, al Bari che vince lo scudetto.

Si, posso sognarlo perchè io tifo Bari.

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One thought on “Bari: dall’incubo play-out al sogno play-off

  1. Aggiornamento: dopo la vittoria di Carpi per 2 a 1 oggi arriva una soffertissima vittoria 1-0 contro il Cittadella. Grandissima punizione di Lugo e successivamente Bari che colpisce anche un palo. Ma la partita stava scivolando sullo 0-0 con il Cittadella organizzatissimo che chiudeva benissimo gli spazi. Ora il Bari è sesto a 60 punti (sarebbero stati 64 senza la penalizzazione).

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